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Fare sport e stare all’aria aperta è il vaccino migliore, lo dice la Scienza

a cura di Marcello Rocco

In questi mesi, in cui la pandemia ha imperversato, sono state tante le misure adottate per cercare di contenere l’avanzata del covid-19. Provvedimenti, purtroppo, troppo spesso inefficaci ed in contraddizione gli uni con gli altri.

Dopo quasi un anno e mezzo di coronavirus le evidenze scientifiche hanno mostrato come fare sport e stare all’aria aperta rappresenta uno dei modi più efficaci per combattere il virus.

È stato, quindi, chiaramente un errore da parte delle Istituzioni proibire a singole persone o a nuclei familiari di poter andare a trascorrere del tempo in montagna, in riva al mare e in spazi aperti.

Lo studio dell’HPSC di Dublino conferma la bassissima possibilità di contagiarsi all’aria aperta

La conferma arriva dall’Irlanda, attraverso uno studio dell’Health Protection Surveillance Center (HPSC) di Dublino, che sottolinea come: “La trasmissione all’aria aperta del coronavirus rappresenta lo 0,1% dei casi, ovvero solo un contagio su mille.”

Lo studio ha dimostrato come incontrarsi all’aria aperta, con le dovute precauzioni, è molto più sicuro rispetto a quando i contatti avvengono in luoghi chiusi, dove c’è uno scarso ricircolo dell’aria.

I dati ufficiali forniti dall’Health Protection Surveillance Center, relativi ai casi di covid nella Repubblica di Irlanda, parlano chiaro. Dall’inizio della pandemia infatti solo 262 casi su oltre 232 mila sono stati riconducibili ad attività all’aperto. Parliamo quindi dello 0,1% dei casi.

Secondo i dati dell’HPSC: “In Irlanda vi sono stati 42 focolai associati a raduni all’aperto; 21 dei quali hanno avuto luogo in cantieri edili (con 124 casi); 20 durante attività sportive e fitness in cui ci sono stati 131 casi, di cui 1 di origine familiare con 7 casi.”

Diverse ricerche internazionali confermano lo studio irlandese

A fare eco allo studio irlandese diverse ricerche scientifiche internazionali che hanno dimostrato, allo stesso modo, come la trasmissione del virus all’aperto diminuisce esponenzialmente.

In Cina una ricerca su 1245 casi ha rilevato che solo 3 persone sono state infettate all’aperto. Da sottolineare, che quest’ultime stavano conversando, a distanza ravvicinata, senza mascherine.

Il professor Mike Weed, dell’Università di Canterbury, ha esaminato 27 mila casi di SARS-CoV-2 basandosi su 6 mila dati diversi. Le conclusioni di Weed hanno evidenziato come il numero di casi associati alla trasmissione all’aperto sia stato così ridotto da essere, del tutto, irrilevante.

Secondo invece una revisione dell’Università della California, su cinque studi internazionali sulla trasmissione, le probabilità di contrarre il coronavirus in uno spazio chiuso sono 19 volte maggiori rispetto ad ambienti all’aria aperta.

Anche il Cnr e Arpa Lombardia parlano di un rischio di contagio molto basso all’aria aperta

Sgombera ulteriormente il campo dai dubbi uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr e di Arpa Lombardia, pubblicato sulla rivista “Environmental Research” dove viene spiegato che:
“Le possibilità di contagiarsi di Covid-19 all’aperto sono infinitesimamente basse. Anche se si vive in aree urbane caratterizzate da una massiccia presenza nell’aria di particolato, quel mix di inquinanti invisibili che rappresentano il frutto delle attività dell’uomo.”

Del resto basta fare una comparazione con quanto accaduto l’estate scorsa, proprio in Italia, dove i contagi subirono un netto crollo segnando in alcune regioni, per più settimane, addirittura nessun nuovo contagio.

Dai dati scientifici in nostro possesso si evince, con chiarezza, che contagiarsi all’aperto è improbabile almeno che non si creino massicci assembramenti privi di qualsiasi distanziamento e protezione.

Fare attività fisica all’aria aperta rafforza le nostre difese immunitarie creando una sorta di “vaccino naturale”

Non scopriamo di certo oggi che l’attività fisica, soprattutto se svolta in un’ambiente salubre, rimette in moto il metabolismo, favorisce l’ossigenazione della pelle e aiuta la corretta circolazione.

A darne ulteriore conferma è uno studio apparso sulla rivista Environmental Science and Technology che ribadisce come i benefici dell’attività fisica aumentano quando l’allenamento viene portato avanti all’aperto, proprio perché abbiamo bisogno di respirare aria fresca, sentire sulla pelle il sole, la pioggia e tutti quegli stimoli esterni che, in un modo o nell’altro, influiscono sul nostro organismo.

Inoltre uno stile di vita sano influisce positivamente sul nostro umore rafforzando il sistema immunitario e creando di fatto una sorta di “vaccino naturale”.

Non importa quindi se con temperature calde, miti o fredde e neanche il tipo di attività. Infatti, oltre la corsa, la camminata veloce, il trekking e la Mountain Bike rappresentano un toccasana anche il giardinaggio e la cura di un orto biologico come, del resto, ci ha mostrato la first Lady Michelle Obama che negli 8 anni di presidenza del marito alla Casa Bianca creò un grande orto con finalità didattiche ed educative.

È quindi decisamente più rischioso passare molto tempo in un ambiente chiuso, magari in balia di impianti di raffreddamento o riscaldamento, fianco a fianco con innumerevoli persone. Basti pensare ai mezzi di trasporto pubblico o alle aule scolastiche giusto per fare un paio di esempi.

Ovviamente quanto detto vale innanzitutto per i bambini ed i fragili ma è un discorso che riguarda chiunque.

Infatti l’esposizione al sole, senza esagerare, idratandosi e prestando particolare attenzione durante le ore più calde, dà un apporto benefico alla nostra pelle. Basti pensare all’aumento della produzione di vitamina D.

Le linee guide dell’OMS consigliano anche, più semplicemente, 20 minuti al giorno di camminata, magari tra le ore 12.00 e le ore 15.00, come suggeriscono tanti esperti.

Per tale motivo con l’arrivo della primavera e l’approssimarsi dell’estate è necessario incentivare le persone a stare, quanto più possibile, all’aria aperta, aspettando che i vaccini siano disponibili per tutti, superando misure che oggi non hanno più senso come il coprifuoco.

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