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Allarme “influenza Killer”, un bambino tra le vittime

Allarme nella nostra penisola che va incontro alle insidie del freddo invernale; con esso arrivano malanni stagionali e tra questi quelli da temere.

Nota come “influenza killer”, ha già registrato svariate vittime e, ahimè, un bambino ha perso la vita. Gli esperti parlano di un virus molto aggressivo che conta meno casi rispetto alle epidemie passate, ma con conseguenze più importanti, addirittura letali.

Influenza letale per le fasce più a rischio

I dati e le previsioni rispetto all’andamento della stagione invernale provengono da fonti autorevoli; Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano sottolinea la pericolosità del virus A. Rispetto alle ondate di influenze degli anni passati sembra che sarà meno diffusa, ma più pericolosa. Particolare attenzione richiedono le potenziali complicanze che hanno portato alla morte un bambino negli Stati Uniti.

Il virologo, appunto, raccomanda di non sottovalutarne i sintomi e l’entità degli effetti postumi. I soggetti più a rischio, ovviamente, rientrano in fasce specifiche determinate da età avanzata o da pochi anni di vita e diagnosi di patologie preesistenti. La comorbidità con altre malattie può potenziare gli effetti già importanti di tale virus. In ogni caso il rischio è generalizzato; è, pertanto, importante adottare le giuste precauzioni e le terapie idonee a contenere l’influenza.

Come sottolinea il dottor Pregliasco:

Rispetto alle ultime due stagioni influenzali, che sono state le peggiori degli ultimi 15 anni con circa 9 milioni di casi, quella di quest’anno potrebbe essere – con tutti i ma e i però del caso – un po’ meno pesante in termini numerici; potrebbe coinvolgere circa 6 milioni di casi. Bisogna anche valutare la situazione in evoluzione nell’emisfero australe, dove la stagione sta finendo. Ci sarà la presenza di due virus un po’ più “carognette” diciamo, con una maggiore capacità di complicanze nell’anziano e nel soggetto fragile, i virus A H1N1 e A H3N2. Ormai non c’è un solo virus influenzale, oltre ai virus simil-influenzali che stanno già “lavorando” adesso, non virus di vera influenza ma di forme respiratorie acute.

L’accento si pone sempre sulle potenziali complicanze che possono essere esacerbate da una condizione di salute già precaria; i sintomi possono colpire l’apparato respiratorio e cardiaco originando difficoltà respiratorie, quali asma o broncopneumopatia.

Un allarme contenuto dal vaccino

L’indicazione più affidabile, in ambito medico, è quella del vaccino quadrivalente per tutti. Per gli chi ha superato la soglia dei 60 anni può essere efficace, comunque, il trivalente ma adiuvato, per un sistema immunitario meno “pronto”. Da quest’anno, tra i vaccini quadrivalenti, ce n’è uno che utilizza la coltura cellulare al posto delle uova embrionate di pollo; la nuova metodologia è caratterizzata da una maggiore rapidità di produzione, una comprovata efficacia; altrao fattore da non sottovalutare è che non agisce sul virus, modicandolo.

E’ fondamentale riconoscere e contenere i sintomi oltre a rivolgersi agli specialisti per arginare qualsiasi rischio di complicanza.

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