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Tra Gothic Horror e suggestioni “romane”, anticipazioni in pillole (noir) del 37° Torino Film Festival

A cura di Beatrice Nencha – Lupi mannari, pupazzi parlanti, bambole assassine, scienziati pazzi e donne senza volto. Se non siete cuori temerari, potrete sempre consolarvi con la verve tutta romana di Carlo Verdone, quest’anno Guest Director della 37esima edizione del Torino Film Festival, in programma dal 22 al 30 novembre nel capoluogo sabaudo.

Ma è un volto femminile tra i più perturbanti di tutto il cinema horror – quello dell’iconica attrice britannica Barbara Steele – l’immagine simbolo scelta per la locandina (super sensuale) della kermesse diretta da Emanuela Martini. Da anni uno tra i festival italiani più influenti, che nel 2018 ha raggiunto oltre 62mila presenze, tra appassionati, studenti, critici e professionisti del settore, con un indotto sul territorio stimato in oltre 2 milioni di euro secondo un’indagine promossa dalla Camera di Commercio di Torino.

Barbara Steele, acclamata regina delle “Scream Queens” e del cinema gotico anni ’60, sarà ospite d’onore del Festival, dove introdurrà la proiezione di alcuni film dei quali è stata protagonista. Tra i suoi capolavori La maschera del demonio (1960) di Mario Bava  (distribuito negli Usa con il titolo Black Sunday) e ll Pozzo e Il Pendolo (1961) di Roger Corman con Vincent Price. Riceverà inoltre il Gran Premio Torino. Un omaggio alla sua “terrificante” carriera, che l’ha vista apparire anche in un cameo nel capolavoro 8 ½ di Federico Fellini. Una presenza, la sua, che si sposa alla perfezione con la Retrospettiva dedicata all’horror classico dal 1920 al 1970. Una selezione di 35 titoli che spaziano dal film-cult dell’espressionismo tedesco Il Gabinetto del dottor Caligari fino a La notte dei morti viventi di George Romero, padre del New Horror. Una rassegna letteralmente da brivido, che si collega idealmente alla mostra del Museo Nazionale del Cinema “FacceEmozioni: dalla fisiognomica alle emoji” in corso alla Mole Antonelliana fino al 6 Gennaio.

A stemperare le suggestioni noir, ci penserà comunque Carlo Verdone, che come Guest Director del #TFF37 presenterà al pubblico la rassegna “Cinque grandi emozioni”. Una selezione di cinque pellicole tra le più amate dal noto regista e attore romano, composta dai film: Ordet di Carl Theodor Dreyer, Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström, Divorzio all’italiana di Pietro Germi, Oltre il giardino di Hal Ashby e Viale del tramonto di Billy Wilder.

ph Michele d’Ottavio

“Ho scelto di presentare cinque film estremamente diversi fra loro, che resteranno per sempre nella mia memoria di spettatore. Cinque film che mi hanno rapito ed emozionato – dichiara Verdone – Ho visto ognuno di questi film più di tre volte, scoprendo sempre dettagli che mi erano sfuggiti. Potrebbe sembrare strano che tra queste scelte ci sia solo una commedia brillante, ma in prima battuta cerco sempre di scegliere film di contenuti ‘forti’, che mi propongano suggestioni intime, amare, poetiche o malinconiche. Un film che mi lasci o una carezza o un pugno allo stomaco o una riflessione”.

Tra gli autori cinematografici “di casa” a Torino c’è anche Gianni Amelio, la cui cinematografia verrà omaggiata con il restauro di due titoli chiave per comprendere il ruolo del rapporto padre-figli all’interno della sua opera. Alice nella Città ospiterà la proiezione della versione restaurata del film La fine del gioco (1970), preziosamente conservato nell’archivio di Rai Teche insieme a molti altri capolavori di maestri italiani realizzati per la Rai, mentre il 37° Torino Film Festival proietterà la versione restaurata di Il Ladro di bambini (1992), già vincitore del Premio speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1992

“Il ladro di bambini è un raro road movie italiano, da nord a sud tra disastri e speranze, attraverso gli occhi di tre “ragazzi” di età diverse, a volte occhi ancora “vergini”, a volte occhi penosamente consapevoli – commenta Emanuela Martini, direttore del Torino Film Festival – è del 1992, anno di Tangentopoli: è un film libero, in cui si respira aria. E l’aria che ogni tanto allevia il dolore nei film dell’autore è un prezioso regalo ai suoi personaggi e al suo pubblico”. Sicuramente il pubblico del TFF sarà felice di accogliere uno dei suoi precedenti direttori, che sarà a Torino per presentare il restauro, realizzato con il sostegno del Mibact.

Altro omaggio quasi doveroso, nel ventennale della sua scomparsa, il Festival lo riserva al cineasta Mario Soldati, con una intera giornata scandita da testimonianze, incontri e proiezioni nella sala 3 del Cinema Massimo, che fa capo come il Festival al Museo Nazionale del Cinema e che, dallo scorso anno, è stata ribattezzata “Sala Soldati”.

Durante la “Giornata Soldati” – organizzata in collaborazione con Rai Teche e con il Dams dell’Università di Torino, nella cui sede si terrà, il giorno dopo, un convegno di studi sull’autore in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma – non saranno proiettati solo alcuni film di Mario Soldati, ma anche spezzoni ed episodi delle sue serie televisive, delle sue inchieste giornalistiche, delle sue interviste; intervallati da interventi di familiari, amici, collaboratori, esponenti del mondo della cultura che porteranno la loro testimonianza sull’autore e su quel legame autobiografico Torino-Roma descritto da Soldati in uno dei suoi romanzi più belli: “Le due città”.

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