MSC
Home Arte e Cultura Pettegolezzo punito nel rinascimento con la "Briglia della Comare"

Pettegolezzo punito nel rinascimento con la “Briglia della Comare”

Il pettegolezzo non è un passatempo, ma una necessità. Se per ironia, la/il pettegola/o perdesse la voce imparerebbe il linguaggio dei segni.

Come fermare una lingua “iperattiva” e irrispettosa? Da sempre i pettegolezzi sono stati il passatempo prediletto di chi non ha molti altri argomenti; la difesa per i poveri di risorse necessarie per raggiungere un grado di soddisfazione tale da arginare eventuali frustrazioni.

Forma mentis, senso di inferiorità, insoddisfazione sono terreno fertile per proiettare all’esterno, sul bersaglio di turno, tutte i pensieri “malsani” che albergano nel nostro animo.

Il pettegolezzo come risorsa

Una riflessione può tornare utile qualora si decidesse di lavorare su se stessi. Ogni caratteristica negativa che attribuiamo all’altro, probabilmente, è una lacuna che avvertiamo in noi stessi; paradossalmente è qualcosa che appartiene a noi e che ci risulta scomoda da accettare.

Oggi i pettegolezzi sono “puniti” con l’isolamento o, comunque, una sorta di “selezione naturale” che favorisce la compagnia di altretante “comari” dalla lingua bifida.

Un ristagno delle relazioni sociali che irrigidisce e cristallizza certi atteggiamenti fino a farne una “personalità” presa in ostaggio dalla frustrazione.


Briglia della comare per frenare lingue biforcute

Un “pettegola” con “briglia della comare”

Nel Rinascimento scozzese, le punizioni per le pettegole erano ben più eclatanti e mettevano alla berlina chinque vi cedesse. Al pari della “A” di adultera, le donne che erano solite parlare troppo, venivano “marchiate con la “mordacchia”, nello specifico
briglia della comare (Scold’s bridle).

Una sorta di museruola di ferro che avvolgeva la testa e si chiudeva all’altezza della nuca; un attrezzo impressionante sia per l’aspetto che per la funzione.

Impediva, alla donna che lo indossava, di proferir parola e di mangiare grazie alla presenza di una piastra che premeva sulla lingua.

Talora la dose di tortura era rincarata dalla presenza di una punta di ferro. Un “accorgimento” che lancinava la lingua qualora si abbandonasse anche ad un minimo movimento.

Un’umiliazione pubblica per un pettegolezzo “sottovoce”

Non era un supplizio privato, così come non restavano tra le mura di casa le chiacchiere superflue.

La “comare” era condotta in guinzaglio lungo le strade della sua città; questo allo scopo di infliggere pubblica umiliazione.

Era sottoposta a risatine sottese e veri e propri insulti da parte delle vittime del chiacchiericcio ed il resto dei compaesani.

Alcune subivano persino violenza fisica senza che alcuno intervenisse in sua difesa, nemmeno il consorte che, spesso, la conduceva al guinzaglio.

La lingua con cui feriva diveniva, così, l’oggetto di tortura affinche, attraverso una sorta di “catarsi”, la pettegola potesse espiare il peccato.

Lo scopo esplicicito della briglia era quella di contenere la tendenza al pettegolezzo, alla calunnia; era di frequente imposta alla donna e più di rado all’uomo;

Uno strumento strumentalizzato: dalle pettegole alle vittime di violenza

Ben presto tale punizione venne strumentalizzata per esacerbare la profonda disparità sessista e classista di quel contesto storico-culturale; si estese ad altre “colpe” di sui erano sospettate le donne, quali stregoneria o semplice tendenza alla ribellione.

La mordacchia divenne la punizione esemplare per le donne che osavano mettere in discussione l’autorità del consorte.

Altra motivazione era la semplice confidenza ad altre persone di maltrattamenti e violenze domestiche. Ovviamente il trattamento “di favore” era riservato alle classe più disagiate, esentando donne appartenenti all’aristocrazia.

Fu Bessie Tailiefeir, nel 1567, in Scozia, ad indossare per prima la briglia; colpevole di aver diffamato un tale Baillie Hunterche avrebbe barato sulla misurazione di alcuni terreni.

Di pettegole/i ne è pieno il mondo

La mordacchia fu particolarmente diffusa nella cultura scozzese ed in Galles fu riconosciuta come strumento di punizione ufficiale.

Dalla Gran Bretagna giunse anche in Germania, ove subì una lieve modifica.

Corredata di un campanellino, attirava l’attenzione sulla pettegola che attraversava la città.

In un paesino del Lancashire, nel Nuovo Mondo, fu importata dalle colonie britanniche.

Adottata come punizione corporale per gli schiavi durante tutto il 18° secolo.

E’ palese che il trattamento non abbia scoraggiato il pettegolezzo.

In alcuni casi, si è avvalso, nel tempo, di strategie più sottili affinchè il malcapitato di turno sia messo in discussione.

La lingua molesta non smette di parlare finchè ha troppo fiato da sprecare…

Ma le comari d’un paesino
Non brillano certo in iniziativa
Le contromisure fino a quel punto
Si limitavano all’invettiva

Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio

Must Read

Cane dipinto di verde, la sofferenza ha il colore della speranza violata

Cane imbrattato di verde visibilmente sofferente a causa della tossicità della vernice utilizzata. Un sopruso che non è passato inosservato e che...

Svetlana Kasyan, rapita dalla bellezza e il calore di Sorrento

Svetlana Kasyan, porterà nella sua terra un pezzo di Italia nel cuore; colpita dal fascino e dal calore della Penisola Sorrentina.

Plastiche e pesticidi, un’allarmante connessione con l’infertilità

Plastiche e pesticidi potrebbero essere la causa diretta della bassa natalità dovuta ad infertilità, soprattutto nei maschi. Il Congresso...

Chef Mania Contest, il nuovo quiz che fa venire l’acquolina in bocca

Chef Mania, il contest per le "buone forchette", fa capolino nel nostro Paese che vanta una delle "cucine" migliori al mondo.

Drooling nelle paralisi cerebrali, una nuova sorprendente scoperta

Drooling è un "disturbo" che di manifesta per svariate condizioni cliniche; una ricerca ha scoperto il modo per eliminarlo.