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“Museo Irpino” tutto quello che c’è da sapere

A cura della Dott.ssa Anna Carla Chiaro

La nascita del Museo Irpino è legata alla figura del cavaliere Giuseppe Zigarelli, nobile irpino, studioso di antichità. Nel 1828 allestì presso il suo palazzo di Avellino un museo domestico, frutto della sua collezione. Nel 1930 il comune di Avellino ritenne di affidare alla Provincia sia la biblioteca che il museo. Nel 1933 il podestà di Avellino Giuseppe de Conciliis e il presidente della Provincia Eugenio Giliberti , posero le basi per la costituzione del Museo Irpino. Il museo provinciale irpino nacque il 28 Ottobre 1934 con sede presso piazza Matteotti; a causa degli avvenimenti bellici, il museo chiuse nel 1924. Nel 1957 il museo venne riaperto provvisoriamente nei locali del palazzo della Prefettura in via Mazas  ma nella primavera del 1965 il materiale venne trasferito presso la nuova struttura: la sistemazione delle raccolte e l’allestimento venne affidato al prof. Mario Napoli, Sopraintendente alle Antichità di Salerno, Benevento e Avellino. La sede del Palazzo della Cultura venne inaugurata il 19 Dicembre 1966 e nel 1970 vennero istituite anche le sezioni d’arte moderna e risorgimentale. Nel 2004 viene aperta la pinacoteca presso la nuova struttura del Carcere Borbonico.

Le sedi

Il Museo Irpino può considerarsi oggi il principale tesoro del patrimonio culturale dell’Ente Provincia. Espone le sue collezioni presso la sede storica del Palazzo della Cultura  e in parte degli ambienti del Complesso Monumentale Carcere Borbonico.

Palazzo della Cultura fu inaugurato nel 1966. La costruzione si sviluppa intorno ad un piccolo cortile centrale: la sezione archeologica occupa l’intero piano terra per una superficie complessiva di circa 2000 mq. Al piano superiore è invece ospitata la sezione presepiale e, sullo stesso piano, è presente anche la mediateca (luogo dove vengono raccolte produzioni multimediali) con 10 postazioni per la navigazione, 3 postazioni per l’archiviazione ottica e la redazione di ipertesti, una videoteca e una fonoteca. Al secondo piano si trova la biblioteca provinciale “Scipione e Giulio Capone”, mentre al piano seminterrato si trovano l’emeroteca (raccolta di giornali e riviste) e la biblioteca dei ragazzi.

Complesso Monumentale Carcere Borbonico si presenta a pianta esagonale con cinque bracci e la tholos, una struttura a pianta circolare che sorge al centro del complesso, con la copertura a cupola ribassata. Tutti i corpi di fabbrica sono racchiusi da un alto muro di cinta in tufo. Dismessa nel 1987 la sua funzione di istituto di pena, ospita nei tre padiglioni una volta desinati alla detenzione maschile, varie sezioni del Museo Irpino: la pinacoteca, il lapidario, il deposito visitabile, la sezione risorgimento, quella scientifica e il nuovo percorso espositivo “Irpinia. Memoria ed evoluzione”. Negli stessi padiglioni, alcuni spazi sono destinati ai servizi culturali, come il CRBC, Centro Regionale per i Beni Culturali di Napoli, l’ufficio catalogo del Mibac, sale per mostre temporanee, un auditorium e una sala conferenze.

Le sezioni

Deposito

Il deposito visitabile del Museo Irpino custodisce reperti archelogici, alcuni della collezione Zigarelli, altri dagli scavi degli insediamenti romani di Aeclanum e di Abellinum.. Di notevole pregio è la ricca collezioni di armi, composta da circa 150 pezzi. Comprende armamenti civili, armi di provenienza straniera, armi bianche come sapde, sciabole e coltelli. Completa l’esposizione la preziosa collezione Salomone, una raccolta di oggetti di varia natura, provenienti dalla Cina, Giappone, Sud America e Medio Oriente, donati nel 1935 dal cav. dott. Giuseppe Salomone, colonnello medico di Marina. Reperti particolarmente insoliti da vedere sono i Cuchimilchi, statuette antropomorfe prodotte dalla cultura precolombiana detta Chancay, sulla costa centrale del Perù tra il 1200 e il 1450 d.C.

Lapidario

Collocato in uno dei cortili esterni del Carcere Borbonico, il lapidario è costituito da numerose epigrafi per la maggior parte sepolcrali, ma anche da iscrizioni onorarie a carattere sacro e pubblico. La provenienza è varia e interessa tutto il territorio irpino; la cronologia parte dal I secolo a.C. per arrivare all’età medievale. Di questo periodo risale una stele funeraria, di oltre due metri di lunghezza, sulla quale è raffigurato in un bassorilievo un cavaliere armato con lo spadone e un grande scudo. La lastra era probabilmente la pietra della sua tomba. Presso il Palazzo della Cultura si possono trovare statue, epigrafi a carattere funerario e iscrizioni celebrative. Una stele in particolare riporta l’iscrizione con dedica al Dio Silvano, il dio del culto pubblico. Fu scoperta nel territorio di Oppido di Lioni verso Caposele, la stele risale al I sec. d.C.

Pinacoteca

Al secondo piano del Complesso Monumentale del Carcere Borbonico è esposta la pinacoteca. Il suo nuovo allestimento è curato dal dipartimento DATA dell’Univeristà “La Sapienza” di Roma, dove una sequenza di quadri narra lo spirito di osservazione degli autori, i loro diversi linguaggi, il senso di libertà, la realtà della vita di campagna e paesaggi rurali. I dipinti, frutto di donazioni, sono legati al realismo e nuove tendenze artistiche a partire dall’ ‘800. Del Mezzogiorno italiano. Un nucleo di opere sono del pittore Achille Martelli che lasciò in eredità nel 1903. Egli praticò anche la pittura su ceramica (tecnica a fumo). Del pittore Federico Maldarelli si espone uno splendido dipinto della pittura neompeiana. L’opera ritrae una donna in costume antico, adagiata su di un letto, all’interno di una stanza dalle pareti color rosso pompeiano. In questo dipinto ci sono elementi che riportano all’erudizione archeologica per la ricostruzione dell’interno pompeiano. Tra gli oggetti donati, si possono ammirare una tela del ‘400 e una tela del ‘700 di scuola veneta.

Archeologica

Oltre ai reperti della collezione Zigarelli, la sezione offre una vasta e ricca documentazione archeologica, con un allestimento che segue un criterio storico-cronologico, con collocazioni geografiche. Tra i vari materiali, il reperto più interessante e originale è il cosiddetto Xoanon, una statuetta di legno ben conservata rinvenuta nel torrente adiacente al lago di gesso e metano che sorgeva ai piedi del santuario. Un altro nucleo espositivo è quello costituito dai reperti provenienti dalla necropoli preistorica di Madonna delle Grazie, nel territorio di Mirabella Eclano. Nell’atrio sono conservati reperti di Età romana provenienti da Aeclanum e Abellinum: spiccano le statue in marmo che decoravano l’impianto termale e un pavimento in mosaico policromo del III-IV secolo d.C.

Scientifica

La sezione scientifica del Museo Irpino è composta da circa cento strumenti ancora funzionanti, databili tra la seconda metà del 1800 e la prima metà del 1900. Nel 1993 un gruppo di docenti ritrovarono le strumentazioni all’interno dei depositi degli istituti liceali di Avellino e avviarono un processo di restauro. Grazie all’Ente Provinciale di Avellino, nel 1997 alcuni strumenti furono esposti presso il museo. Il nuovo percorso espositivo, allestito al secondo piano del Complesso Monumentale, è composto da strumentaria di meccanica, ottica, termologia, acustica ed elettromagnetismo, comprende anche una collezione privata della ditta Nicola Vanni. Tra gli oggetti esposti di grande rilievo è un tubo di Geissler a reticolo quadrato, costruito in Germania alla fine dell’ ‘800 e considerato l’antenato dei moderni tubi al neon.

Irpinia

La nuova sezione del Museo Irpino: Irpinia. Il percorso nasce dalla volontà di raccogliere, riconoscere, condividere e comunicare le diverse anime di una “terra di mezzo”. Il percorso sintetizza le vicende storiche che hanno segnato questa terra di transito. Un pendaglio di 3000 anni fa, frammenti di ceramica preistorica incisa, statuette lignee dal lago della Mefite, una moneta d’oro bizantina.

Risorgimento

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, alla presenza del presidente del Senato, è stata inaugurata la sezione del risorgimento. Circa 328 reperti , provenienti dagli archivi Barra, Capozzi, Trevisani e Pironti, raccontano le tappe fondamentali del Risorgimento irpino e nazionale dal 1799 al 1861. Fra i documenti esposti, di forte rilevanza storica sono il Decreto di Giuseppe Napoleone del 1806 con cui si abolisce la feudalità nel Regno delle due Sicilie e la Costituzione del 1848 promulgata da Ferdinando II di Borbone. Il percorso è arricchito da piante geografiche. Importante è il tavolo di proprietà di Giovanni Nicotera: sul ripiano in granito è rappresentato uno stemma costituito da stendardi che richiamano alcune delle campagne militari compiute tra il 1857 e il 1867 da Garibaldi. Nel 2015 inoltre, sono stati inseriti nel percorso anche alcuni abiti femminili, testimonianza della moda di fine ‘800 in Irpinia, donati dalla professoressa Orsola Tarantino Fraternali.

Presepiale

Sono esposti al primo piano del Palazzo della Cultura, oltre 400 presepi, di fattura moderna, alcuni dei quali copie di originali più antichi, donati dal collezionista avellinese Andrea di Gisi. Si passa da natività improntate allo stile più tradizionale, al primitivismo dei presepi africani, ai presepi realizzati con materiale riciclati e presepi in miniatura. L’esposizione termina con il maestoso e imponente presepe donato dagli eredi del sacerdote Gennaro Penta di Fontanarosa. Risalente al ‘700 consta più di mille personaggi in legno e in abiti dell’epoca realizzati in seta. La scenografia dove sono collocati i personaggi è stata realizzata da una nota bottega napoletana.

Accessibilità al Museo Irpino

L’ingresso è gratuito. È preferibile la prenotazione per scolaresche e/o gruppi organizzati. Prenotazione obbligatoria anche per visite guidate, laboratori ed eventi.

Visite didattiche per gruppi e scuole

L’ingresso è gratuito, i partecipanti devono essere max 30 persone e le visite sono di circa 1 ora per sezione. La vista guidata permette di avere un inquadramento e una conoscenza basilare dei temi all’interno del museo e stimola domande ed interazione.

Laboratori

I laboratori sono riservati per bambini dai 5 ai 12 anni. I partecipanti devono essere di max 30 persone e la visita dura circa un’ora. Un addetto specializzato racconterà in forma narrativa le vicende delle varie sezioni e illustrerà le principali opere in esse contenute. Al termine del percorso nell’aula didattica, i bambini giocando confermeranno le conoscenze acquisite.

Indicazioni per il visitatore

È consentito fotografare i reperti senza flash.

Per quanto riguarda l’accessibilità è consentita grazie a rampe ed ascensori.

Servizi museali

L’info point, presso il Complesso Monumentale del Carcere Borbonico, è collocato a piano terra, nel salone accoglienza del Museo. L’info point presso il Palazzo Culturale, è collocato a piano terra, nel salone accoglienza del Museo. La Sala Auditorium è collocata a piano terra, entrando a destra dell’ingresso pedonale di Piazza Alfredo De Marsico.

Gli orari di apertura sono dal martedì al sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

Il Museo Irpino è anche un museo multimediale. #Restoacasa ma viaggio! È un viaggio virtuale nella Terra di Mezzo grazie ai video e alle immagini dei visitatori del museo. Inoltre inquadrando il QRCode, si potranno avere maggiori informazioni sulle opere esposte. Da poco è stato progettato anche un gioco “Prison Game”, dove viene mostrata una foto di 360° di un cortile interno del Carcere Borbonico. L’utente può con il touch ruotare la propria visuale all’interno dell’ambiente. Successivamente all’utente verrà indicata l’azione da svolgere per poi osservare vari effetti.

Audioguide

Storie Sonore è un sistema narrativo integrato, nato per offrire al pubblico un’esperienza innovativa e coinvolgente. Un moderno strumento incentrato sull’ascolto, attraverso suggestivi audio-racconti che vedono i personaggi storici protagonisti in prima persona.

Il Museo Irpino è molto attivo anche sui social network Facebook e Instagram e sulla pagina web museoirpino.it

 

 

 

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