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Intervista a Rosaspina, di Giulia Quaranta Provenzano

Ciao Rosaspina! Cantautore classe 1994, il tuo debutto è avvenuto con il singolo “Sette Coltelli” [https://youtu.be/bc3j7veZ6wo – pubblicato dall’etichetta Terzo Millennio]. Brano autobiografico, questo, che hai spiegato essere <<nato a seguito di una lunga ricerca di me stesso. Ho capito che ciò che mi ha reso quello che sono oggi sono le persone incontrate e i fatti vissuti lungo il cammino della mia vita>>.

Il passato e l’oggi

Ebbene, cosa ha caratterizzato interiormente il tuo passato mentre come senti di essere e di volere oggi? “Il mio passato mi ha insegnato a distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da quello che è sbagliato. Oggi mi aspetto di essere felice, inseguo i miei sogni e – quando vi incappo – cerco e voglio eliminare dalla mia vita le mele marce”.     

In “Sette Coltelli” si percepisce inequivocabilmente il dolore

In “Sette Coltelli” si percepisce inequivocabilmente il dolore, ma anche la più forte rabbia per una lunga attesa infeconda e il tuo desiderio d’una netta svolta rispetto a ciò che è stato da te patito e da quanto è stato subito quale mancanza. Circa quanto hai descritto come ricerca <<di esorcizzare i primi demoni del mio passato>>, da quali dettagli personali della tua infanzia vorresti che gli ascoltatori notassero e capissero sia stata connotata? “Da sempre, sulla mia infanzia sono stato parecchio vago …i fatti legati a “Sette Coltelli” sono infatti molto delicati, ma sono certo che si possano comunque comprendere dal testo di questo mio primo singolo”.    

“La mancanza di alcune persone che credevo essere  fondamentali è stata la cosa più dura da superare”

Hai sottolineato, al tuo esordio, che  <<Scrivo per curare le mie ferite, ma anche quelle altrui. Spero che altre persone possano ritrovarsi nelle mie parole e sentirsi compresi. (…) il videoclip [di “Sette Coltelli”] rappresenta il mio difficile percorso verso la redenzione (…)>>. A quale libertà fisica o/e interiore attraverso la liberazione da ciò che hai vissuto quale colpa e motivo di infelicità pensi di essere giunto nel presente, e cosa invece è stato soffocante e causa di patimento per tanti anni? “La mancanza di alcune persone che credevo essere  fondamentali è stata la cosa più dura da superare, soprattutto perché pensavo fossero importanti e che sarebbero state presenti nella mia vita per sempre”.  

Ciò che ci ferisce

Cos’è, per contro ai Sette Coltelli che ti hanno ferito e quindi al tuo <<quando piangevo di notte/ (…) Ho ancora i segni sulla pelle/ (…) Ho già sofferto quasi sempre (…)>>, per te, la felicità? “La felicità, per me, è la musica e perseguire nel mio sogno”.

Invidia e falsità

Sempre in “Sette Coltelli”, canti <<(…) Sono la mela nel tuo Eden/ Ma tu sei solo una serpe (…)>> …qual è dei sette, il vizio, proprio di chi ti considerava e ha indotto altre persone a trattarti da oggetto appunto della sua incapacità del bene, della sua abitudine radicata e morbosa, che è stata per te nociva? E quale danno, o comunque in quale condizione, ti ha recato? “L’invidia, non la mia ma quella di chi ha causato la situazione nella quale mi sono trovato… <<falsa e opportunista la natura sua, (…) donna più odiata da se stessa,/ Invidia provava per coloro con indipendenza e con l’amore di qualcuno,/ perché lei,/ con quello di nessuno”.

Gemelli, il secondo singolo

A febbraio 2021 è poi uscito il secondo tuo singolo dal titolo “Gemelli” [https://youtu.be/HOJtfzAON-A – Edizioni Sugar Music, Metatron Publishing – Divinazione Music]. Di questa canzone, che racconta della tua prima esperienza sentimentale, una storia estiva, è stato detto che hai voluto parlare dell’amore in base ai segni zodiacali …

“Io credo tanto nel karma”

Sei del parere che la passione tra due persone sia legata e si sviluppi in un certo modo prevedibile, e secondo talune coordinate a loro connaturate, che sono gli astri a stabilire indipendentemente dai singoli individui? Ed escludi, chissà, a priori qualche segno zodiacale come tuo potenziale partner? “Io credo tanto nel karma, o per lo meno ci spero. Ancora di più credo nel destino. Penso che se si è destinati a qualcosa, se vi si va incontro, non importa quale la strada si intraprenderà, la destinazione sarà sempre la stessa. Nella mia vita, per lungo tempo in passato, ho avuto una sorta di scintilla in più con persone del segno zodiacale dei Gemelli… questa cosa mi incuriosì talmente tanto che feci una ricerca su ciò e ho così scoperto che Gemelli e Sagittario (il mio segno!) sono opposti che si attraggono, ma una leggenda narra che inevitabilmente i due sono destinati a perdersi”. 

A proposito di “Gemelli”, hai dichiarato <<La storia d’amore a cui faccio riferimento è quella che ho vissuto con una persona del segno zodiacale dei Gemelli e che è durata un’estate. (…) Il video [del singolo “Gemelli”] rappresenta metaforicamente il funerale della mia storia d’amore, per questo sono vestito di nero e ho tra le mani un mazzo di rose. Il paesaggio innevato rimanda simbolicamente al ghiaccio che si crea una volta cessata la passione>>. Per quanto ti riguarda, la passione quando viene a mancare di solito e cosa invece dovrebbe alimentare costantemente un rapporto che si possa trasformare in relazione con te? “Beh, in un rapporto ci vuole fiducia e rispetto. Ci vuole comunicazione e novità. Per quanto mi riguarda, se mancano queste cose non può sussistere relazione”.   

Innamoramento ed amore

Focalizzandoci su innamoramento ed amore non hai nascosto che <<Non sono mai stato innamorato, ma mi rendo conto se qualcuno mi colpisce perché ho voglia di avere quella persona sempre vicina. Citando il mio secondo singolo, “Non sono pronto a potermi/ innamorare/ Cosi profondamente” perché nei miei programmi, prima di innamorarmi e sistemarmi, ho altri obiettivi però quando [“quella persona”] arriva arriva>>. Non c’è dunque alcuna persona alla quale, ad oggi, il tuo pensiero va più volte al giorno e se potessi portarla sempre con te non esisteresti un solo secondo? “C’è tuttavia non ho mai capito se, più che altro, il mio sia semplicemente sentirne l’assenza oppure amore. E comunque dato che riesco a vivere senza questa persona, so che prima o poi arriverà qualcuno che mi farà provare qualcosa di ancora più forte – qualcosa di mai provato prima”.   

In “Gemelli” c’è il nero dei tuoi vestiti, il rosso del mazzo di rose e il bianco del paesaggio. Sono colori, codesti citati, che mi fanno venire in mente: il nero quel viaggio di andata e ritorno che è implicito nel nascere, l’origine da cui tutto è sorto e pure la fine alla quale è inevitabile si giunga e a cui ogni cosa/creatura torna; il rosso simbolo di azione, energia e luce peculiari della vita che sia attiva ed amata ma altresì dell’esistenza che, in almeno qualche aspetto, sempre si patisce nella violenza e spargimento del metaforico sangue di ciò che ci sfugge dalle mani e che pertanto si subisce quale aggressività nella battaglia del vivere; il bianco, che è agli antipodi del nero, come confine che segna il principio di quello che probabilmente sarà un nuovo inizio e che è possibile laddove un rapporto segue il proprio corso e dopo termina ma, nel contempo, ha apportato un cambiamento nella persona che è stata come iniziata a nuove speranze ed avvenire. E, rimanendo in tema di colori, tu di che colore ti vedi adesso? “Io sono un camaleonte…”.       

Cosa ti fa considerare <<il tradimento, il punto più basso che una persona possa raggiungere>>? Ovvero per quale motivo il tradimento è per te imperdonabile e, al di là dell’atto fisico/sessuale, esso di cos’è sinonimo – cioè cos’è causa del non avere più la tua fiducia? “Una volta che una persona non ti rispetta e ti ferisce una volta significa che potrebbe tranquillamente farlo ancora; e se questa persona ti tradisce vuol dire che non eri abbastanza per lei, non eri l’unica persona al mondo”.  

Il videoclip di “Uragano”

È disponibile dal 21 maggio su YouTube il videoclip di “Uragano” [https://youtu.be/iYFJ-w1l2dA]. Questo tuo brano è stato definito <<un viaggio introspettivo in cui il bene e il male combattono e si scontrano in un’eterna ricerca di equilibrio. Il testo nasce dal bisogno [dell’artista] di raccontarsi senza filtri e dalla necessità di riuscire a discernere il bene dal male>>. “Bene” e “male” da cosa sono incarnati, dal tuo punto di vista e non di meno in te? “A mio avviso, tutti noi esseri umani siamo composti da diversi temperamenti che possiamo racchiudere in due insiemi più grandi. C’è ossia una parte buona e una parte più sporca in ciascuno di noi, tutti commettiamo difatti errori e cadiamo in alcune tentazioni – altrimenti saremmo dei e non umani”.  

Il carattere di Rosaspina

Ancora in riferimento ad “Uragano” è stato asserito che <<Il videoclip ritrae nella sua dicotomia il carattere di Rosaspina …un principe buono ed addormentato che si ritrova a lottare con il suo lato oscuro e ad affrontare i suoi demoni interiori>>. Tale sorta di divisione in due parti che non necessariamente si escludono dualisticamente a vicenda è qualcosa che è valido per te nella tua musica o anche, per esempio, rimanendo nel paragone del bello addormentato il bacio dell’amore non escludi ti possa arrivare sia da una donna che da un uomo? In molti casi, non per nulla, i più stringenti lacci interiori sono quelli derivanti da alcuni tabù dettati dalla religione e dalla società nella quale si è stati catapultati alla nascita… “Non ho tempo per aspettare che siano gli altri a salvare me, posso salvarmi anch’io da solo – che, poi, avere amor proprio è la cosa principale!”.

Infine, tu Rosaspina come e dove ti immagina a breve e a più lungo termine? “Il mio futuro sarà tappezzato dalla musica… E a proposito di musica, vi do appuntamento a breve, più precisamente al 9 luglio: siete pronti a tuffarci insieme in una nuova avventura?!”.   

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