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Cosa fare in tempo di quarantena? Leggere! Dieci libri da non perdere

All’improvviso ci siamo ritrovati tutti a vivere una realtà diversa, parallela, inaspettata, con tanto tempo da dover occupare restando a casa.
Non è semplice riorganizzare la propria vita, la propria quotidianità, vivendo sospesi in un tempo che non ha scadenze, di cui non conosciamo l’evolversi e che ha una preponderante certezza, l’incertezza.

Dedicarsi alla lettura

Bisogna sfruttare allora questo tempo “incerto” cercando di dedicarci ad attività da svolgere, ma non dimenticando di curare e “coccolare” anche l’anima.
Lasciarsi andare alla lettura ci permette di entrare in stretta connessione con noi stessi, ci permette di frugare introspettivamente nei meandri della nostra anima e della nostra psiche, ci permette di conoscere l’essenza più autentica dell’essere umano, i sentimenti che ci guidano e gli istinti primordiali che inevitabilmente condizionano le nostre scelte.
Un tempo che può essere visto come un dono prezioso che non deve essere sprecato, bensì arricchito con la riscoperta dei piaceri più semplici ma al tempo stesso meno effimeri, perchè un buon libro può tenerci compagnia molto più di un aperitivo tra la gente.

Dieci libri consigliati

Noi di Stylise abbiamo pensato di consigliarvi dieci libri da leggere in questo periodo, dai grandi classici alle ultime uscite di maggior successo.

Tre capolavori “attuali”

Partiamo da tre capolavori attuali, tre letture profonde, intime, destinate a rimanere tra i nomi della grande letteratura senza tempo.

Il sogno della crisalide, di Vanessa Montfort. Durante un volo intercontinentale tra New York e Madrid, due donne si conoscono. Sono sedute una accanto all’altra e sono entrambe a un punto di svolta, tradite da quella che credevano fosse la propria ragione di vita. Patricia è una ex giornalista in crisi, Greta invece non vedeva un tramonto da quattordici anni. Ha vissuto in un convento, isolata da tutto, finché è successo qualcosa che l’ha costretta ad andarsene, e ora si scopre fragile e impreparata davanti a tanta libertà. Racchiuse nel bozzolo protettivo dell’aereo che scivola silenzioso sopra l’oceano, le due donne si raccontano: le passioni, le sfide, la spinta alla ribellione, la sofferenza e la fatica di ricostruirsi. Ha inizio così un processo di cambiamento che le aiuterà a rimettere a fuoco ciò che davvero vogliono e a spiccare il volo. Perché anche la crisalide, per trasformarsi in farfalla, deve prima sognare le sue ali.

La misura del tempo, di Gianrico Carofiglio. L’autore, dopo cinque anni, fa tornare sulla scena l’avvocato Guido Guerrieri e ci ricorda che, se è vero che a fare giustizia è il tempo, la sua misura non sempre può avere una valenza negativa ma può contenere in sé più di una nota nostalgica.

Il treno dei bambini, di Viola Ardone. Per sfuggire alla miseria del periodo del secondo dopoguerra nel meridione, tanti genitori accettarono di mandare per l’inverno i figli presso famiglie del Nord. La voce narrante del romanzo è quella di Amerigo, un bambino napoletano di sette anni combattuto tra l’amore per la madre e la felicità e l’agiatezza della vita così diversa con una famiglia di Modena.
L’accoglienza, la solidarietà, come dici tu, ha anche un sapore amaro, per entrambe le parti, per quelli che la danno e per quelli che la ricevono“.

Grandi classici

Dopo questa prima triade passiamo a quattro grandi classici da riscoprire, dal valore inestimabile.
I libri e i romanzi da leggere almeno una volta nella vita sono così tanti e la loro scelta può essere così personale che è impossibile raggrupparli tutti in un’unica lista. Tuttavia esistono titoli senza tempo in grado di donare un’esperienza inaspettata, capaci di arricchire, quelli che si potrebbero definire libri impossibili da dimenticare. Ecco quelli scelti per voi.

Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust. L’opera più importante di Marcel Proust, un capolavoro della letteratura universale per l’ambizione che l’autore vuole realizzare: comprendere l’essenza del tempo per sfuggirne le costrizioni. Un tripudio di emozioni analizzate dall’abile penna dell’autore. Marcel racconta i suoi ricordi, i moti della sua anima per farci capire la realtà che vive, ricca di introspezione, amore, dolore e tradimenti, alla costante ricerca della conquista della sua vocazione letteraria.

Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar. L’imperatore romano del II secolo ci viene raccontato come mai prima d’ora. Marguerite Yourcenar immagina che Adriano scriva in vecchiaia una lettera all’amico Marco Aurelio – suo futuro nipote adottivo – in cui ripercorre tutta la sua vita, i trionfi, le sconfitte, la sua passione per la poesia, le arti e la cultura e il suo amore per il giovane amante Antinoo. Riscoprire attraverso la storia quanto tutto si evolva e tutto torni al punto di partenza.

Due capolavori

L’educazione sentimentale, di Gustave Flaubert. Gustave Flaubert si contraddistingue per lo stile fluido e leggero e per diverse innovazioni narrative che lo collocano con diritto tra i più grandi autori dell’Ottocento. Frédéric Moreau ha appena finito il liceo e sta tornando a casa. Sul battello incontra Jacques Arnoux, un editore di successo accompagnato dalla moglie, di cui il giovane si innamora perdutamente. Frédéric quindi si trasferisce a Parigi e inizia a frequentare la famiglia Arnoux, solo per rivedere la donna. Vivere i moti dell’anima cercando di rispecchiarsi in un amore che possiede in sé un linguaggio universale.

Cent’anni di solitudine, di Gabriel García Márquez. La famiglia Buendía è raccontata per sette generazioni a partire dal suo capostipite, José Arcadio, fondatore della città di Macondo alla fine del XIX secolo. Le vite dei familiari si incrociano e si delineano in un universo di solitudini evocato dalla prosa ricca, elaborata e suntuosa tipica dell’autore. Cent’anni di solitudine diventa il più grande successo di Gabriel García Márquez nonché una delle opere più significative del Novecento.

credits: illibraio.it

Tre letture imperdibili

Infine tre capolavori della letteratura che in un certo modo possono rispecchiare “il qui e adesso”.

Spillover, di David Quammen. Spillover è stato pubblicato nel 2012 in inglese e nel 2014 in italiano da Adelphi.
Non vengono da un altro pianeta e non nascono dal nulla. I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi, sono virus che oggi colpiscono gli animali ma che potrebbero da un momento all’altro fare un salto di specie – uno spillover – e colpire anche gli esseri umani”.
Siamo stati noi a generare l’epidemia di coronavirus. Potrebbe essere iniziata da un pipistrello in una grotta, ma è stata l’attività umana a scatenarla”.
Un saggio sull’evoluzione e diffusione delle pandemie del giornalista scientifico David Quammen che fornisce una spiegazione dettagliata, ma accessibile a tutti, di quelle epidemie che si sviluppano per zoonosi, quindi per il passaggio di un’infezione dagli animali agli uomini.

Letture più che mai attuali

Cecità, di José Saramago. Una misteriosa epidemia colpisce la popolazione di una non nota città. Le persone stanno diventando cieche e la malattia sembra sia contagiosa. La reazione degli altri abitanti è feroce, dettata dalla paura e dalla bestialità che solo il puro terrore sa risvegliare. I malati vengono rinchiusi in dei manicomi per cercare di confinare il contagio e, nel farlo, pazienti e aguzzini perdono completamente la loro umanità. Egoismo, abbrutimento e indifferenza prendono il sopravvento.

La peste, di Albert Camus. Ambientato ad Orano, una città algerina, in un imprecisato periodo degli anni ’40, “La peste” di Albert Camus è un romanzo esistenzialista in cui, però, questa corrente di pensiero sembra essere trattata in una versione più positiva. La peste sarà vinta, ma sul male che rappresenta non ci possono essere vittorie definitive.
E’ un vero e proprio dramma collettivo che spinge i protagonisti della storia a cogliere i veri valori umani in quanto tali. Una visione lucida e solo apparentemente pessimistica che ci mette con coraggio di fronte al più terribile dei pericoli per l’umanità ricordandoci infine “che nel bel mezzo dell’inverno troveremo un’invincibile estate”.

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